pubblicato in: Corpo-mente - da: Dr. Dario Alicino
La fibromialgia è una sindrome che interessa, approssimativamente, due milioni di italiani, per lo più di sesso femminile. Si tratta solo di una stima, perché spesso viene confusa con altre patologie e, quindi, non correttamente diagnosticata.
Si presenta tipicamente con dolori muscolo tendinei in tutto il corpo, sebbene all’esordio possa localizzarsi in sedi specifiche come il collo e le spalle. Il dolore può essere molto intenso e variare in relazione ai vari momenti della giornata, alle condizioni atmosferiche, alle situazioni di stress, ai ritmi del sonno.
L’unico segno clinico che permette di diagnosticare la fibromialgia è l’evocazione del dolore premendo in determinati punti del corpo, ben noti agli algologi, chiamati “tender points”. Non esistono esami di laboratorio o alterazioni evidenziabili con le comuni metodiche radiologiche.
Il quadro sintomatologico è completato, quasi sempre, da ridotta resistenza alla fatica, o una specie di stanchezza simile a quella riferita in corso di influenza, disturbi del sonno (spesso i fibromialgici riferiscono di svegliarsi al mattino come se non avessero dormito affatto) e cambiamenti del tono dell’umore (ansia e depressione).
A fronte dell’incapacità di riconoscerne le cause, e delle conseguenti difficoltà di trattamento (fin’ora ci si è affidati, con scarso successo, ad antiinfiammatori, antidepressivi ed analgesici vari), la medicina tradizionale si sta aprendo a concetti che prevedono un ruolo prioritario della mente.
Recentemente, ad un convegno sul tema, si è affermato che la fibromialgia rientra tra i “deficit dell’adattamento che possono determinare sintomi”. I pazienti, affetti da tale sindrome, sembrano essere persone che devono sopportare un peso, con sforzo più o meno visibile. Quasi sempre all’origine si riconosce un evento scatenante (trauma fisico o psichico). Non a caso la fibromialgia si può definire anche sindrome di Atlante, che nella mitologia greca era appunto il figlio ribelle di Giove, condannato a sorreggere il mondo sulle sue spalle.
Lo scopo di questo articolo, lo avrete capito, è quello di ribadire che mente e corpo non sono due entità separate. Di fronte a dei sintomi fisici, in presenza o meno di alterazioni biologiche evidenziabili dai nostri strumenti diagnostici, dedicarsi alla loro interpretazione e risoluzione concentrandosi esclusivamente sul corpo, può essere fuorviante. La mente, il cui ruolo da troppo tempo viene scarsamente considerato, ha un ruolo chiave in svariate patologie, per non dire in tutte.
La fibromialgia è un valido esempio di ciò, anche la medicina tradizionale non può più negarlo.
La sfida per il futuro è cominciare ad utilizzare la PNL, o tutto ciò che possa portare ad una rivisitazione degli eventi e delle convinzioni che possono aver generato alterazioni di tipo fisico, come strumento da affiancare alle tradizionali terapie mediche.
Dr. Dario Alicino, specialista in anestesia, rianimazione e terapia del dolore.
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