pubblicato in: Pensieri in libertà - da: Dott.ssa Paola Martina
“Tutto ciò che siamo, realizziamo, ci succede è determinato dal modo in cui pensiamo. Se cambiamo il nostro modo di pensare possiamo cambiare la nostra vita”.
Tutti noi sappiamo che il nostro cervello può essere paragonato ad un potente computer per il cui funzionamento sono necessarie una serie di informazioni, contenute nel cosiddetto “hardware”.
Il nostro hardware, definito “programma maestro”, è costituito dall’insieme di credenze che abbiamo nel tempo consolidato rispetto al modo di percepire noi stessi e la realtà che ci circonda (autoconcetto).
Questo sistema informativo ci farà agire sempre in coerenza con esso, pertanto, noi faremo, penseremo, diremo… solo tutto ciò che è in linea con quanto riteniamo, in base alle nostre credenze essere vero e possibile.
In poche parole siamo ciò che pensiamo!
Il programma maestro rappresenta anche la nostra “zona di confort” ossia l’insieme delle nostre conoscenze, delle nostre emozioni, dei nostri stati d’animo, di tutto ciò che è a noi familiare al punto da farci sentire a nostro agio anche quando, paradossalmente, proviamo emozioni depotenzianti.
Questa zona di confort diventa la nostra “abitudine di vita”, che agisce automaticamente, inconsciamente, prendendo le redini della nostra esistenza, sono abitudini difficili da modificare e anche se le riconosciamo come abitudini negative, ci autogiustifichiamo dietro l’impossibilità del cambiamento.
Ma stiamo attenti abbiamo detto che è difficile non impossibile cambiare queste abitudini!
Consideriamo attentamente quanto segue: noi non nasciamo con un programma maestro, nasciamo con un potenziale, con delle predisposizioni, poi il nostro vissuto esperienziale, pian piano ci porta ad “apprendere” ciò che oggi conosciamo, ciò che temiamo, ciò che crediamo vero o non vero.
Quindi l’autoconcetto è qualcosa di soggettivo, dovuto alle nostre personali esperienze, alle nostre percezioni, all’ambiente in cui siamo cresciuti, alle persone che ci hanno circondato…., non è un dato oggettivo, quindi…. può essere modificato!
Infatti, se attraverso un processo di apprendimento abbiamo costruito il nostro attuale programma maestro, attraverso un processo di disapprendimento possiamo eliminare ciò che riteniamo essere inutile ai nostri fini e parallelamente possiamo apprendere nuove abitudini potenzianti.
Possiamo iniziare a pensare a noi nei termini di come vorremmo essere piuttosto che di come siamo, possiamo concentrarci su nuovi pensieri costruttivi, potenzianti e a mano a mano che questi inizieranno a materializzarsi possiamo percepire che della nostra vita, ognuno di noi volendo può farne un capolavoro unico al mondo.
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